Ho qui accanto la morte della carta. Una scatoletta grande come un libretto tascabile, inaspettatamente leggera, del colore incerto di un’alba invernale. E’ un oggetto piuttosto elegante e sottile: appena 9 millimetri di spessore. Le sue dimensioni sono 20×12 centimetri. Lo schermo è grande 6 pollici con risoluzione 600×800 a 16 toni di grigio. In pratica la stessa luminosità della carta. Sotto lo schermo c’è una tastiera completa, utile per prendere appunti o per cercare parole specifiche all’interno di un testo o nel vocabolario integrato (250mila lemmi). Per controllare la navigazione tra le pagine ci sono 4 pulsanti laterali e un piccolo joystick. La capacità della batteria arriva fino a 2 settimane e la velocità di aggiornamento dello schermo e la memoria interna è di 2 giga. Ha poi il “Read to Me”: un’applicazione che consente ai più pigri o non vedenti di farsi leggere le storie direttamente dall’apparecchietto, attraverso i due piccoli altoparlanti posti sul retro o con gli auricolari.

Ma siamo sicuri che è la stessa cosa? leggere un libro da un apparato elettronico, ha la stessa valenza di un buon libro con il suo profumo, le sue vibrazioni, il suo odore?

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